Il mercato dei food truck italiani è ancora vivo e vegeto, dopo 10 anni di vero e proprio boom. Il cibo di strada non è più semplice “zozzeria” dopo una serata ma sta avendo molte varianti gourmet con ilo coinvolgimento di molti chef stellati. I food truck in Italia sono circa 3 mila contro i 3 milioni americani, il divario è gigante ma lo street food si sta sviluppando molto anche in Italia e in Europa. Le regioni italiane dove lo street food è più presente sono Lombardia, Puglia e Lazio. Putroppo regole rigide e limiti imposti dai regolamenti comunali rappresentano un grosso problema per mantenere il food truck in “vita”. Oggi il concetto di street food viene utilizzato come strumento delle grande aziende per promozione e vendita: i brand possono promuovere concetti tipo quello del “green” ovvero l’economia verde come per esempio l’apecar elettrica. L’ape elettrica costa il doppio di quella normale. Piaggio non produce api elettriche ma sono aziende specializzate che trasformano il motore da termico a elettrico inserendo un kit con batteria al litio. L’autonomia è di circa 50 km a 40 km orari, certo non è il massimo della velocità e dell’autonomia ma per spostarsi in città con un percorso organizzato è perfetto. Un altro esempio di attenzione al concetto di green street food sono i piatti e monouso per la ristorazione veloce ed in piedi per esempio vaschette per fritti, contenitori per panini e cibo d’asporto, tutto fatto rigorosamente in cartoncino ecologico biodegradabile e compostabile. Purtroppo l’Italia è indietro sullo street food quindi di conseguenza anche sullo street food elettrico questo a causa di un costo eccessivo non della gestione ma del mezzo in sé. Industria e autorità energetiche hanno individuato il bersaglio da colpire ovvero la politica. Per smuovere qualcosa riguardo all’elettrico bisogna smuovere chi governa. Gli interessi delle grandi case petrolifere sono imponenti.